Il Museo Archeologico si rinnova

Piccoli passi in direzione di un obiettivo importante: presentare al pubblico le novità scientifiche sulla Padova preromana. Il pieno accordo tra il Comune di Padova–Musei Civici, la Soprintendenza per l’Archeologia del Veneto e il Rotary Club di Abano e Montegrotto permette di presentare un nuovo tassello per la conoscenza della città antica, che diventa patrimonio accessibile al pubblico.

In accordo con la Soprintendenza si è deciso di integrare l’allestimento del Museo Archeologico agli Eremitani con alcuni corredi funerari rinvenuti tra il 2002 e il 2003 nel corso dello scavo realizzato a Palazzo Emo Capodilista, ora Tabacchi.

La prima sala del percorso espositivo è infatti dedicata a questo argomento: al suo interno due monumentali vetrine e numerosi altri espositori illustrano al pubblico i principali ritrovamenti. Già la scorsa primavera, l’importante ‘Tomba dei vasi borchiati’, riferibile a una coppia principesca vissuta tra la fine dell’VIII secolo a.C. e gli inizi del successivo, ha trovato nuova collocazione in una vetrina appositamente realizzata per ospitare la ricostruzione dell’imponente cassetta lignea entro cui era racchiuso il ricchissimo corredo.

Lo scavo di eccezionale rilevanza realizzato a Palazzo Emo Capodilista, ha permesso di scoprire una necropoli ad alta densità di sepolture, fino ad allora pressoché sconosciuta. Qui, in un’area estesa circa 300 m2, nel corso di un’indagine archeologica diretta dalla Soprintendenza, sono state rinvenute circa 700 sepolture, sia a inumazione sia a incinerazione, con netta predominanza delle seconde. A completare il quadro, alcune sepolture di cavalli, circa 200 pozzetti di rogo e un’area preposta all’accensione delle pire.

Non è possibile, per ora, ipotizzare l’estensione complessiva dell’area cimiteriale; ne è stata però comprovata la continuità di utilizzo dal IX al II secolo a.C., con una fase di particolare intensità nel periodo compreso tra IX e V secolo a.C.

Eccezionali sono alcune delle sepolture rinvenute, oggi esposte in Museo. Tra esse spicca la tomba di un falegname (650-625 a.C.), incinerato e sepolto con un ricco corredo e il suo set da lavoro composto da ascia, sega, lima, raspa, coltelli e martello. Un set complesso di questo tipo è noto, finora, solo nell’VIII secolo a Este e a Veio, in un momento in cui la figura dell’artigiano assumeva una valenza ideologica aristocratica, accanto al guerriero e al cavaliere. Oltre a questa, notevole è la sepoltura di un’anziana donna, morta intorno alla metà del VII secolo a.C. ad un’età compresa tra i 69 e i 78 anni, inumata e accompagnata da un corredo di oggetti deposti capovolti.

L’ultima acquisizione è una sepoltura complessa: si tratta della Tomba Emo 76. La tomba, in origine contenuta in una cassetta di legno collocata in una fossa, apparteneva a una famiglia di almeno quattro individui: al suo interno, in due ossuari, sono stati individuati un giovane, un adulto, una giovane tra 16 e i 19 anni e un bambino di circa 3 anni. Ricco ed elegante il corredo, databile fra la fine del VIII secolo a.C. e gli inizi del VII secolo a.C., momento del primo forte slancio economico e sociale della città. Notevole l’interesse scientifico della sepoltura, che evidenzia il rituale funerario, già attestato per i Veneti antichi, della riapertura della tomba per il ricongiungimento dei defunti.

Grazie al fondamentale contributo del Rotary Club di Abano e Montegrotto Terme, la tomba è stata oggetto di un microscavo in laboratorio, di analisi osteologiche e di un accurato e impegnativo restauro, sulla base di un progetto diretto dalla stessa Soprintendenza. Ciò ha permesso di meglio comprendere le dinamiche del complesso rituale di sepoltura, di conoscere aspetti specifici della ritualità (quali, per esempio, la ri-apertura della sepoltura, il sacrificio di un cane) e di individuare sesso ed età dei defunti.

La Tomba Emo 76 in corso di scavo

la Tomba Emo 76 in corso di scavo

parti dell’ossuario della Tomba Emo 76 prima del restauro

parti dell’ossuario della Tomba Emo 76 prima del restauro

l’ossario della Tomba Emo 76 durante il restauro

l’ossuario della Tomba Emo 76 durante il restauro.

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