“PADOVA 2016. LE MOSTRE DI VITTORIO SGARBI”. UN’INEDITA SCULTURA DI DONATELLO ESPOSTA A PALAZZO DELLA RAGIONE

Un busto in terracotta di San Lorenzo opera di Donatello, recentemente ritrovato e restaurato, ritorna in Italia. La sua storia è avventurosa: proveniente dalla chiesa parrocchiale di Borgo San Lorenzo (FI), fu dalla sede originale asportato e sostituito da una copia per iniziativa del celebre antiquario fiorentino Stefano Bardini. Lo scambio avvenne nel 1888, e già nel 1889 il Bardini vendette, come opera autografa di Donatello, il busto al principe Giovanni II del Liechtenstein. La critica lo ritenne ad evidenza autografo, a partire dal grande studioso di scultura del Rinascimento italiano Wilhelm Bode, e come tale fu considerato almeno fino al 1929, avendo una posizione d’onore nelle collezioni del principe. Nel corso degli anni successivi fu trascurato, fino ad essere alienato nel 2003 in un’asta a Sotheby’s ad Amsterdam, dove fu riconosciuto da Peter Silverman, collezionista e proprietario dell’opera, e Paolo Ponti.

E torna ora in Italia per essere esposto prima a Padova a Palazzo della Ragione, dal 30 aprile al 25 settembre 2016; poi a Firenze, al Museo dell’opera del Duomo. 

Ieri mattina l’inaugurazione dell’evento che apre il ciclo “Padova 2016. Le mostre di Vittorio Sgarbi”, realizzato dal Comune di Padova con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

“Nata da un progetto artistico ideato ed elaborato con straordinaria competenza e passione da Vittorio Sgarbi – ha detto il sindaco Massimo Bitonci – questa mostra costituisce una opportunità esclusiva: consente di ammirare per la prima volta una terracotta ritrovata di Donatello, uscita dall’’Italia nel 1889. Siamo quindi certi che sarà accolta con l’’attenzione e la partecipazione che vanno riservate alle grandi occasioni”.

“La mostra è una preziosa occasione di confronto rispetto alle opere eseguite da Donatello a Padova e già note, come la statua equestre del Gattamelata, l’’altare e il crocifisso bronzeo per la Basilica di Sant’’Antonio. Donatello – spiega Vittorio Sgarbi – istituisce a Padova una vera e propria scuola, diffonde un mestiere rinnovato e un gusto che si instaurano immediatamente nell’’ambiente locale. Per circa un secolo, dall’’epoca umanistica a quella manierista, Padova diventa una capitale della scultura italiana, punto di mediazione tra influenze toscane e lagunari”.

A integrazione della mostra di Donatello, e con riferimento all’’immagine di San Lorenzo, è previsto l’’arrivo a Padova, il 10 maggio, della Natività di Caravaggio dall’’Oratorio di San Lorenzo di Palermo: una prodigiosa lezione tecnologica dovuta ad Adam Lowe, autore del duplicato “Nozze di Cana” di Paolo Veronese nel Refettorio palladiano dell’Isola di San Giorgio a Venezia. L’’opera, rubata dalla mafia nel 1969, é stata miracolosamente ricostruita attraverso le ultime immagini conosciute in riscontro con i pigmenti dei dipinti romani e siciliani del pittore. La rigenerazione di Lowe appare un vero e proprio miracolo. Insieme a un omaggio all’’avanzamento della scienza, l’’esposizione della Natività é utile a stabilire un confronto tra il San Lorenzo di Donatello e il San Lorenzo di Caravaggio, singolarmente affini.

Dopo Donatello, dal 10 maggio al 25 settembre 2016, presso i Musei Civici agli Eremitani, Vittorio Sgarbi proporrà al pubblico un’altra importante “scoperta”: otto tele da lui definitivamente riferite a Tintoretto, finora timidamente esposte a Palazzo Moroni negli uffici del Gabinetto del Sindaco come opere di un imitatore del grande maestro veneziano.

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INAUGURAZIONE EVENTO. DA SINISTRA, L’ASSESSORE ALLA CULTURA, MATTEO CAVATTON, IL CRITICO D’ARTE VITTORIO SGARBI, IL SINDACO DI PADOVA, MASSIMO BITONCI, IL CONSIGLIERE GENERALE DELLA FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI PADOVA E ROVIGO ADRIANO RABACCHIN

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