Musei padovani: boom di visite e di incassi

“L’’obiettivo di questa Amministrazione è rilanciare e valorizzare Padova quale meta turistico-economico-culturale, quale destinazione specifica e ben distinta nel territorio. La scelta è stata quella di puntare su una promozione del patrimonio artistico-culturale e sulle altre specificità della città. E, dati alla mano, possiamo dire di essere sulla buona strada -– commenta l’’assessore alla cultura Matteo Cavatton -– Le rilevazioni elaborate nelle sedi museali civiche, riferite ai primi due mesi dell’’anno, registrano importanti incrementi sia in termini di presenze, che di incassi, confermando un trend in ascesa rispetto all’’anno precedente.

Entrando nel dettaglio, e solo citandone alcuni, dalla lettura dei dati le presenze registrate a gennaio e febbraio 2016 alla Cappella degli Scrovegni-Musei Eremitani-Palazzo Zuckermann, rilevano un incremento del 9,1% rispetto allo stesso periodo dell’’anno precedente, pari a 31.277 ingressi rilevati, contro i 28.664 del 2015, ovvero 2.613 in più.

Stesso dicasi per Palazzo della Ragione, +28,3% con 10.397 presenze nel bimestre dell’’anno rispetto alle 8.105 dei primi due mesi del 2015, pari a 2.292 in più. Trend che si conferma anche per la Casa del Petrarca con un + 9.4% e per il Museo del Risorgimento che incassa un + 30%.

Nella stessa direzione vanno gli incassi dei biglietti ordinari: per Cappella degli Scrovegni-Musei Eremitani-Palazzo Zuckermann, viene rilevato un incremento del 18,9% quantificato in 241.153 euro contro i 202.878,50 incassati nel primo bimestre 2015, pari a 38.274,50 euro in più. Per Palazzo della Ragione un aumento degli incassi pari al 48,8%: 25.494 euro nel 2016 contro i 17.128 euro del 2015, dunque 8.366 euro in Per la Casa del Petrarca + 7,7%: 9.800 euro contro i 9.100 dell’anno scorso. Museo del Risorgimento, + 46,8% pari a 1.356,50 euro nel 2016 rispetto ai 924 del 2015, ovvero 432,50 euro in più.

Questi dati, relativi al primo bimestre 2016, sono ancora più significativi perchè confrontati con i medesimi mesi del 2015, già anno record del turismo padovano che ha visto un aumento pari a quasi il 9% delle presenze turistiche in città.

A questi si aggiungono, poi, i riscontri oltremodo incoraggianti relativi alle presenze di visitatori, in particolare stranieri, sia in città che negli alberghi.

Per Padova, dunque, in questi due anni, si è aperto un nuovo scenario – prosegue Cavatton – frutto di scelte politiche che hanno prodotto un’’offerta turistica unica, espressione di un forte coordinamento tra enti e istituzioni padovani. Basti pensare alla Discover Padova Card, un’’offerta culturale virtuosa per residenti e turisti che consente di aggregare in modo personalizzato i contenuti delle visite di monumenti ed eventi in città. Sarà poi molto importante la partita che vede la candidatura di Padova al riconoscimento di patrimonio dell’’Unesco dei cicli pittorici del Trecento. Solo citando Giotto, Guariento, Giusto de’’ Menabuoi, la città ha, sia come quantità, che come qualità, il più alto numero di affreschi del XIV secolo.

A tutto questo si aggiunge anche la programmazione delle grandi mostre ed eventi culturali tra le quali “Babele”, la nuova rassegna culturale diretta dal critico d’’arte Vittorio Sgarbi, e le grandi mostre, sul Donatello, sul Tintoretto, sul Seicento Veneto che coinvolgerà anche altre province della Regione oltre a una decina di ville venete.

Padova è, dunque, l’’espressione di un disegno politico-culturale a tutto tondo. Un cerchio che chiudo, ma solo per il momento, ricordando l’’Ogd, il nuovo organismo nato come forma di raccordo e di coordinamento pubblico-privato. Un tavolo di confronto che consente di gestire l’’offerta e la destinazione turistica della città, di accedere ai fondi europei fondamentali per la promozione turistico-culturale. Uno strumento per pianificare attività e servizi in ambito turistico all’’ombra di un unico brand per distinguere Padova”.

(g.g.)

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