“Fiera delle Parole “, la dichiarazione del sindaco

In merito alle polemiche collegate alla rassegna “Fiera delle Parole “, pagata dai cittadini padovani, che si è svolta a Padova, negli ultimi 4 anni, va sottolineato che:

non esiste alcuna lista nera, nessun autore è stato mai censurato, la rassegna si è svolta secondo i programmi dell’organizzazione, che ha agito in totale autonomia. Chi parla di censura, quindi, mente. Prima della scorsa edizione è stata recapitata una garbata comunicazione all’organizzatrice, dai toni tutt’altro che perentori. La comunicazione proponeva una valutazione sull’eventualità di escludere una serie di autori per inserirne altri, per i quali parlano il curriculum e le cronache.

Gli autori sono: Antonio Martino, già ministro della Difesa, professore universitario, Gianluca Nicoletti, conduttore di Melog, su Radio 24, Gianluca Giansante, già spin doctor del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, Fabrizio Rondolino, giornalista de L’Unità, Camillo Langone, Costanza Miriano, Marco Franzoso e Romolo Bugaro.

Quest’ultimo, noto scrittore padovano, per due volte finalista al premio Campiello, in questi giorni ha lanciato un appello contro l’Amministrazione. E’ nelle sue facoltà e questo nulla toglie al valore delle sue opere e del suo lavoro. Sarà tuttavia sorpreso nello scoprire che avevamo incoraggiato la sua partecipazione alla scorsa edizione della Fiera delle Parole.

Il dottor Corrado Augias, che ha comunque preso parte alla rassegna ed è stato liquidato con soldi pubblici, mi accusa di ostracismo politico e ideologico. Le ragioni che ci avevano spinto ad una riflessione sull’opportunità o meno di coinvolgerlo, purtroppo, sono altre: due spiacevoli episodi che lo hanno riguardato e che mi duole dover ricordare. “Un copia e incolla” risalente al 2009, che ha coinvolto, suo malgrado, Vito Mancuso, autore insieme ad Augias di “Disputa su Dio e dintorni”, e le dichiarazioni di Giuliano Soria che, in merito alla nota vicenda giudiziaria, disse: “Corrado Augias era il più vorace, era addirittura assillante sui pagamenti in nero, sfiorando l’indecenza”.

Per il resto, rimando all’intervista all’ex assessore nelle Giunte Zanonato-Rossi, Andrea Colasio, pubblicata da un quotidiano locale, che riferendosi all’organizzatrice dice: “Prima di ogni edizione, provai a farle capire che gli scrittori da lei invitati, peraltro quasi sempre gli stessi, erano troppo schierati dal punto di vista ideologico e politico. E che, fattore non proprio di secondo piano, quasi tutti facevano parte di un preciso gruppo editoriale. Insomma, le dissi che non eravamo in campagna elettorale, ma che stavamo amministrando una città spaccata praticamente in due pure a livello culturale. E che dunque, dato che l’evento era interamente finanziato con soldi pubblici, bisognava garantire un maggiore pluralismo, dando voce anche ad autori diversi e al di fuori della solita compagnia di giro”.

Massimo Bitonci, sindaco di Padova

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